Leggo e rileggo ma davvero, sul serio, faccio una gran fatica a capire.
Io faccio e ricevo telefonate. Anzi, a dire il vero, ora le faccio perché essendo passato dal gestore X al gestore Y, ho avuto un mega sconto e con meno di 5 euro al mese, ho un bel po' di minuti, altrimenti prima, in caso di urgenza, si mandava un sms e basta.
Per il resto, tendo sempre a dare un numero fisso perché, sarò un ingenuo, ma mi frega una sega di essere reperibile 24/7. Anzi, mi godo la mia privacy.
Le email sul cell. Che gran cosa! Siano benedetti i primi "pager", BBerry in testa.
Ma ciò detto, una volta che telefoni a mandi messaggi e mandi email... ma perché di Youtube sul cell, delle playlist (i Genesis si sentono megio in CD), del sito con le mappe (sono riuscito ad avere indicazioni stradali in Giappone dove non parlo né capisco la lingua, figuriamoci se a casa mia non trovo uno da fermare per strada!) o del programma che mi dice che temperatura fa a Bombay e du tutte queste "apps".
Sarò io che non capisco il mondo, ma tutta questa "passione" per sto tipo magrolino sempre vestito di nero dagli occhialini tondi che da un palco presentava tavolette e altre cose del genere che faceva fare in Cina a gente che lavorava 16 ore al giorno con 5gg di ferie l'anno....
Ho un pc targato 2007, un sistema operativo che ha addirittura più anni... Ma Word funziona bene; la posta la leggo; i filmati da Youtube girano.
Tutto il resto davvero faccio una gran fatica a considerarlo importante.
Il grande merito di Steve Jobs non è stato quello di inventare qualcosa, ma di capire come meglio utilizzare ciò che già esisteva.
Capirne le potenzialità, come utilizzare le risorse, e renderle disponibili ad una grande massa di persone, cercando di migliorarne la vita, almeno sotto alcuni punti di vista.
Così vide una prima forma di desktop su una piattaforma concorrente e il mouse creato da HP.
Niente di tutto ciò aveva una reale applicazione...
Studiò con i suoi collaboratori il modo di costruire quella scatoletta con un filo in modo che fosse piccola, affidabile, resistente, ed economica e la chiamò "mouse" rivoluzionando per sempre il modo di interagire con il computer, lo stesso fece creando il nuovo sidtema operativo. Che all'inizio era una semplice cartella contenente i due file principali: il SYSTEM e il FINDER.
Nascque così LISA il papà del primo Mac, il Macintosh 128k. Io iniziai proprio con questo modello. Nel 1985 venne presentata la prima stampante laser Apple, la Apple LaserWriter, nata per produrre documenti di maggior qualità e più rapidamente rispetto alle traduzionali stampanti ad aghi.
Feci l'upgrade al Mac portandolo a 512k e acquistai la LaserWriter. Mi occupavo di stampa e capii che quella era una vera e propria rivoluzione per quanto concerneva la composizione dei testi. Era sufficiente fotografare le pagine prodotte con la stampante, per avere le pellicole necessarie per la stampa offset, riducendo tempi e codti rispetto alle normali fotocompositrici, molto costose e difficili da utilizzare.
Realizzai parecchi lavori, che l'Apple Center dove avevo acquistato il mio sistema, mostrò ai responsabili di Apple Italia, per la quale in seguito realizzai delle brochure pubblicitarie.
Steve Jobs venne in Italia poco tempo dopo a visitare la locale sede e si incuirosì, riguardo i lavori che avevo realizzato.
Ebbi così la fortuna di conoscerlo... cominciava a far parlare di sè negli Usa, ma da noi e in Europa era quasi un signor nessuno. Oltretutto da noi il suo Macintosh era considerato poco più di un giocattolo e oltretutto molto costoso.
Capì che quella era un'altra grande possibilità e da lì nacquero le prime fotounità prodotte da Lynotype che tramite un interprete del linguaggio PostScript, lo stesso utilizzato dalle LaserWriter, erano in grado di imprimere il testo direttamente sulle pellicole fotolitografiche.
Nel campo della grafica e della stampa fu una rivoluzione, forse la più grande dopo l'invenzione della stampa a caratteri mobili di Gütemberg.
Per ringraziarmi mi regalò l'upgrade per il Mac portandolo dal 512k a Macintosh Plus e per la laser, trasformandola in Laserwriter II.
Mi offri pure di andare a lavorare per Apple a Cupertino, ma vuoi la mia mai superata paura dell'aereo, aggiunta al fatto di avere dei forti legami qui, rifiutai, rimanendo a collaborare con Apple Italia ancora per un paio d'anni.
Quando l'anno scorso il fondatore di Apple ci ha lasciati, ho inviato un messaggio di ringraziamento e di condoglianze, che credo sintetizzasse bene i miei sentimenti e quelli di quanti l'anno ammirato.
Il messaggio è molto corto e semplice:
Thanks Steve... great "Jobs"...!