Così, nel dramma di Shakespeare, Macbeth reagisce alla notizia della morte della moglie, Lady Macbeth:
Domani, poi domani, poi domani:
così da un giorno all'altro a piccoli passi
ogni domani striscia via fino all'ultima sillaba del tempo prescritto;
e tutti i nostri ieri hanno rischiarato a degli stolti
la via che conduce alla polvere della morte.
Spengiti, spengiti breve candela!
La vita non è che un'ombra che cammina
un povero commediante che si pavoneggia
e si agita sulla scena del mondo per la sua ora
e poi non se ne parla più;
una favola raccontata da un idiota
piena di rumore e di furore
che non significa nulla.
Ho letto e riletto gli interventi di GUNGADIN E TONYMONTANAL più e più volte, è un argomento che mai avrei pensato di affrontare in un forum di questo tipo.
Nella mia vita ci sono stati tanti momenti, a volte di felicità, altre di dolore e disperazione... tante volte sono caduto e altrettante mi sono rialzato, guardandomi indietro solo quel tanto che mi serviva a non ripetere gli stessi errori, ma ho sempre indirizzato il mio sguardo davanti a me, al domani, consapevole che il passato, non c'è più, che il presente, nello stesso momento in cui vivi, è già passato, ma che esiste il futuro...
La morte in faccia l'ho vista da bambino - avevo circa 4 anni - in seguito ad una scarica elettrica di cui porto ancora oggi i segni. Ma ero troppo piccolo in quel momento per capire, a parte il dolore e la paura, il rischio corso, la casualità per cui mi salvai.
L'ho incontrata ancora a 24 anni, quando inseguendo uno che mi aveva scippato all'uscita della banca, mi presi una coltellata... salvandomi solo perché un attimo prima, vedendo il braccio dell'uomo rivolto verso di me, mi spostai di quei 50 cm. che impedirono alla lama del coltello di penetrare in profondità e di uccidermi pur privocandomi una ferita di quasi 20 cm.
Lì capii quanto sia facile morire, come la nostra vita sia sempre appesa ad un filo, un filo sottile che può essere reciso in un'istante, dalla mano di un nostro simile, dalla fatalità, da un incidente o da una malattia.
Ancora oggi quando esco da una banca, se una persona percorre il mio stesso tragitto, sento il cuore salirmi in gola.
Pensiamo sempre di avere tempo... "se non lo faccio oggi, posso farlo domani, il mese prossimo, l'anno prossimo...", ma non è così...
Ho sempre avuto il terrore della morte, ho lottato per scacciare questo pensiero dalla mia mente, ho cercato di "esorcizzare" questa paura...
Fortunatamente nella mia famiglia non avevo vissuto grandi lutti, a parte la morte di mio nonno materno, con il quale avevo diviso la camera per gli ultimi tre anni della sua vita.
Ricordo il dolore che provai, quando ci lasciò... avevo dieci anni e per la prima volta perdevo qualcuno a cui volevo bene, per la prima volta vidi un corpo senza vita, capii cosa sugnificasse "non essere più".
Forse fu proprio questa esperienza a segnarmi e a farmi vivere quell'angoscia che spesso mi prendeva al solo pensarci.
Poi persi mio padre in seguito ad una malattia devastante, io avevo 32 anni e lui 55.
È stato il dolore più grande che io abbia mai provato, mi sono sentito morire anch'io, poi pensando a mio figlio, a quanto avesse bisogno di me seppi reagire.
Lentamente ho iniziato a pensare a questa "esperienza" in modo diverso...
Appunto come ad un'esperienza...
Mio padre è stato la persona più importante della mia vita, il mio punto di riferimento, anche se non gli ho mai chiesto niente e mai mi sono appoggiato a lui.
Ma era una specie di "faro", una guida, era come sapere che se mi fossi trovato ad "affondare", un attimo prima avrei trovato la sua mano a cui potermi aggrappare...
Mi sono detto... "se ci è passato lui, quando sarà il mio momento ci riuscirò anch'io...", e in me è maturata la certezza che un giorno lo rivedrò e potrò dirgli tutte quelle cose che negli anni ho taciuto, convinto che "tanto ci sarebbe stato il tempo..."
Bisogna vivere intensamente, non sprecare il tempo che ci è stato dato, non rimandare a domani...
Oggi ho capito che vivendo si impara anche a morire, ogni giorno un pò...
Ho vissuto senza che i miei giorni strisciassero via, non ho permesso che la mia vita fosse un'ombra, non voglio spegnermi come quella candela o far rumore per nulla.
Ogni esistenza ha un senso, ogni vita è degna di essere vissuta, sempre e comunque!
È una grande opportunità, il più grande dono che abbiamo ricevuto...
Oggi il mio più grande desiderio è quello di poter riabbracciare mio figlio, che non vedo da cinque anni... e trovare quell'amore che non ho mai avuto.
Quando me ne andrò
lascerò il mio cuore
per dare la vita ad un essere umano,
lascerò i miei occhi
a chi non ha mai visto il mondo.
Quando me ne andrò
porterò con me
la dolcezza del tuo viso,
la luce dei tuoi occhi,
il calore dei tuoi baci.
Quando me ne andrò
porterò con me
il suono della tua voce,
il ricordo delle tue carezze,
l'amore che mi hai donato.
Quando me ne andrò
se non ti avrò incontrata,
porterò con me i miei sogni,
quel volto sbiadito che ha
scaldato il mio cuore,
riempito le mie notti.
Quando me ne andrò
camminerò verso la luce,
e vedrò finalmente il tuo viso.
ACE