Ora [finalmente] nevica pure da me.
Ho scritto finalmente tra parentesi, volendo intendere un mio [intimo] pensiero.
Sì, perchè amo la neve, come il vento. Ma vorrei mai scandalizzare questa congrega. Quindi preciso da me: la amo tantissimo, oltre i milleduecentometri; una volta all'anno, in città, se fa la spruzzatina che imbianca i tetti per mezza giornata; la odio, quando invece sono sequestrato, per ore, dentro un treno fermo fuori città o quando sto rinchiuso in un aereo, alle sei del mattino, per oltre due ore, aspettando il mezzo che sparge la schiuma antigelo sulle ali. Che poi, a pensarci bene, non è proprio la neve che odio, ma questo [sistema] commerciale, accettato ormai supinamente, che incassa l'obolo, senza rispetto per i clienti, che tanto hanno già pagato.
Ho scritto [intimo] tra parentesi perchè, mentre lo scrivevo, ho ripensato ai discorsi sull'intimo tra Steb e [Lana] di due giorni fa. E se Steb, per mia e sua [fortuna] non mi provoca alcuna eccitazione, ben diverso effetto mi fa l'intimo di [Lana].
Ho scritto [fortuna] tra parentesi perchè sono milanista e stasera, dopo tanto affanno, abbiamo avuto fortuna, vincendo alla [lotteria] dei rigori.
Ho scritto lotteria tra parentesi perchè invece alla lotteria, quella coi milioni, non ho mai vinto una cippa e penso che sarebbe comunque meglio per me avere fortuna in una lotteria, piuttosto che la mia squadra, a quella dei rigori.
Ho scritto [Lana] tra parentesi perchè, mentre scrivevo Lana, ho pensato che dev'essere proprio simpatica, questa ragazza, con le sue guerre coi Tampax, i suoi tubini, i body, i pantaloni stretti in vita e le gonnelline floreali; ma soprattutto perchè oggi ha scritto che si stava annoiando qui, senza nessuno di noi. Sarà magari anche solo una carineria, ma è bello sapere che una persona si trovi bene a stare qui con [noi] che invece, di solito, siamo più per trenta minuti da svestizione a rivestizione.
Ho scritto noi tra parentesi, perchè ho pensato che in fondo non siamo proprio così, tutti noi puttanieri. Ma questa non è, probabilmente, un'attenuante. E' semmai, più facilmente, una fuga per la libertà. Quella fuga che rende tormentato e meraviglioso il nostro percorso, che ci porta nelle vie più tetre, con il portafoglio in una mano e un fiore nell'anima. Quel fiore che si vorrebbe dare, al posto dei soldi, tante, troppe volte, in una vita in bilico, tra sogni e miserie, incontri e abbandoni, amore cercato e sesso pagato; tra bisogni carnali animaleschi e il romanzo che abbiamo dentro. E che scriveremo, probabilmente, solo in parte.
Avevo scritto anche sistema tra parentesi, qualche riga più sopra, perché mi è tornato in mente il post di Roby, che condivido in pieno, sulle nefandezze di quella che, a ragione, può essere definita la peggior campagna elettorale della storia della Repubblica. La trovo pessima e offensiva, perché tutti, indistintamente, l’hanno fondata sulle mancanze altrui, senza sapersi guardare dentro. Sicchè io, lo confesso senza timori, a differenza di Roby, non so davvero chi votare, a due giorni dal voto. Perché non posso avere stima di chi spia il marcio in casa d’altri, ma non sa riconoscere i propri errori. E so con certezza che, chiunque vinca, dal giorno dopo ci tratterà come la compagnia aerea, senza rispetto per chi ha già votato.
Ho finito le parentesi, per non fare post troppo lunghi. Ma non ho finito i pensieri. Potrei scrivere tutta notte. E forse un giorno lo farò, senza la pretesa che leggerete tutto. Non riesco a smettere mai di pensare.
Ma fuori, questa notte nevica. Allora andrò a fumarmi una sigaretta in terrazzo, lasciando che i miei pensieri svolazzino, come questa neve, solo nella direzione delle cose belle che ho vissuto finora e verso quelle che cercherò di vivere anche domani.
Buona notte amici miei.