Vabbè tra marito mantenuto che non lavora e pappone la linea differenziale è molto sottile, converrai!
Emblematico è poi il caso di una "famosa" che ha smesso da un pò che a casa aveva un marito che gestiva i soldi "comuni" e che, facendo mirati investimenti, le ha poi detto di smettere ( gestendo i soldi di lei sia chiaro)

E per tutti questa era libera come l'aria , anche per alcune sue amiche storiche ! Sono molto brave a tenere nascoste le cose, questo è vero, ma il loro mondo è davvero variopinto
E quelle che non hanno il pappone hanno un marito che sta con i figli o un marito mantenuto, raramente un marito che lavora. Poi parli con le ragazze e queste ti dicono che perderebbero metà dei clienti se sapessero che sono impegnate.
L’importante, alla fine, è scopare. Punto. Per questo non va mai regalato un euro.
E poi diciamolo chiaramente:
La maggior parte di queste ragazze non è “single” come vogliono far credere.
Chi frequenta un minimo lo sa. Molte non arrivano da sole:
c’è quasi sempre un uomo che le accompagna, le aspetta fuori e le gestisce. Lo sanno anche i più fessi.
E non è un mistero nemmeno il contrario:
quelle che alloggiano dentro il locale hanno spesso un uomo “a casa” che aspetta i soldi.
È una dinamica statistica, non un’opinione.
Non perché siano tutte manipolate o costrette ma perché nella cultura dell’Est la figura maschile accanto alla donna che lavora nel mondo pay è vista in modo totalmente diverso rispetto alla mentalità italiana.
Perché molte ragazze dell’Est hanno un uomo (compagno, fidanzato, marito) che le aspetta?
Perchè è una mentalità culturale diversa.
In molte comunità dell’Est, soprattutto rumene, la figura del compagno è vissuta come parte dell’“unità familiare”. L’uomo non si scandalizza del lavoro della donna, spesso lo considera un sacrificio per “costruire qualcosa insieme”.
La coppia funziona come una piccola “società”: lei guadagna più velocemente di lui, lui gestisce i soldi o pianifica come investirli. È una logica fredda e funzionale.
Poi c'è il ruolo di protezione / controllo.
Per alcune è davvero un supporto, per altre è una forma di controllo. Ma nella stragrande maggioranza dei casi l’uomo c’è. Non è fantasia, è realtà vissuta da chi frequenta.
Molte, pur lavorando in un contesto come questo, hanno comunque una loro vita affettiva stabile. Non sono innamorate dei clienti - zero proprio - ma hanno un punto di riferimento fuori da quel mondo.
E qui casca l’asino:
il cliente italiano medio si illude di essere speciale,mentre lei, a fine giornata, torna dal fidanzato/marito e il cliente diventa un numero, un incasso.
Il nocciolo rimane questo:
il cliente che mantiene lucidità scopa, si diverte e se ne va.
Chi entra con il cuore in mano o con l'idea di spendere tanto per avere qualcosa in più si fa male da solo.
E loro?
Loro lavorano.
Ma noi siamo liberi di scegliere, cambiare, tagliare.
Loro invece quella vita devono portarsela avanti tutti i giorni.
E in questa differenza, psicologicamente, sta tutto il potere del cliente che sa come muoversi.
Per chiudere il cerchio, lo dico senza mezzi termini:
io non sono geloso di nessuna, né tantomeno dei loro rispettivi compagni.
Anzi, è quasi ironico:
non sono geloso io e non lo sono nemmeno gli uomini che le aspettano fuori dal locale o a casa.
Loro hanno accettato la loro parte nel gioco, io ho accetto la mia.
Quindi il problema semplicemente non esiste.
Io entro, scelgo, mi diverto e me ne vado.
Loro lavorano, incassano e tornano dal fidanzato o dal marito.
È tutto perfettamente funzionale, senza romanticismi, senza illusioni, senza gelosie.
Chi tiene in mente questa cosa vive meglio di tutti e non si fa male...