I POLLI

Certo senza offesa.
Aggiungo quanto segue. Tempo fa parlando di tatuaggi, una persona mi disse "guarda ne sono piena, piena!!!". Infatti su di lei: simboli vari, frasi motivazionali, mostri di fantasia...ed aggiunse "era un momento particolare. Mi feci convincere dal gruppo che frequentavo. Ora li guardo, non mi piacciono...guardo il mio corpo e mi odio, mi sono rovinata. A volte vorrei morire". Ho capito da lei che è meglio a volte tacere ed essere comprensivi. Per cui non replico a chi mi ha preceduto.
 
Polli lo siamo un po' tutti, chi piú, chi meno, chi per un motivo e chi per l'altro... Questa é una chat sul sesso gratis, a pagamento o bisessuale (esistono termini in lingua italiana per free, pay, lgtbxyz ecc ecc)... Il discorso tatuaggi penso stia uscendo dal seminato tranne il fatto che uno preferisca una ragazza senza inchiostro o finta come la Cappella Sistina. Personalmente la ritengo una moda in esaurimento infatti ho due ragazzi con rispettivi fidanzati e non mi risulta siano dipinti e, nonostante io ne abbia uno fatto dal primo tatuatore apparso nella mia città oltre 40 anni fa e due piccoli che mi feci in Polinesia e Isola di Pasqua dove i tatuaggi sono cultura, spero termini questa corsa a rovinarsi la pelle, specie le belle ragazze che non riesco ad apprezzare
 
Certo senza offesa.
Aggiungo quanto segue. Tempo fa parlando di tatuaggi, una persona mi disse "guarda ne sono piena, piena!!!". Infatti su di lei: simboli vari, frasi motivazionali, mostri di fantasia...ed aggiunse "era un momento particolare. Mi feci convincere dal gruppo che frequentavo. Ora li guardo, non mi piacciono...guardo il mio corpo e mi odio, mi sono rovinata. A volte vorrei morire". Ho capito da lei che è meglio a volte tacere ed essere comprensivi. Per cui non replico a chi mi ha preceduto.

Col senno di poi, e a livello molto accademico, si poteva anche, e ripeto anche, non è obbligo, suggerire il laser e fare rimuovere, se magari non quelli più estesi (anche se medicalmente parlando sarebbero questi su cui intervenire in modo prioritario), quelli più piccoli e affrontabili.
Anche perchè la rimozione non è passata dal SSN, quindi...
 
Purtroppo siamo dominati dal mainstreem, il pensiero unico che è sempre più convenzionale e di massa e ciò vale anche per i tatuaggi. Se non si pensa nel modo "unico" si è a seconda dei casi... putiniani, negazionisti del cambiamento climatico, omofobi, suprematisti, specisti...etc etc. Nello specifico del tatuaggio è un fatto estetico, per cui davvero è solo accademia. Resta che, personalmente, non mi attrae, eroticamente, una iper tatuata. Diversamente, sul lavoro, il tatuaggio non è che una circostanza accessoria, non l'unica, ma tuttavia di rilievo, circa l'equilibrio e le qualità tutte dell'interlocutore.
Se dal colletto della camicia vedo spuntare le ali di un animale mitologico fiammeggiante che avvolge il collo del malcapitato, ovvero l'aureola della Beata Vergine...non si parte bene.

Dio, per quel che mi riguarda, non essendo mai stato del tutto convinto dei tatuaggi (e si badi, principalmente per il fatto che mi conosco e so che mi stuferei presto, mentre quello se non è per sempre poco di manca. Dal punto di vista estetico mi potrebbero anche piacere ma si ritorna al punto precedente. Sorvolo invece sulla "cultura" che mi sono fatto con i decenni nei loro confronti dal punto di vista sanitario, perchè se la considerassi, ecco che allora questo sarebbe un argomento forte contrario ad averli sul mio corpo), l'epiteto tipico che mi è stato più volte rivolte in merito, dai cosiddetti "alternativi" che ne avevano, ma che a contarli e sommarli, erano talmente tanta gente da risultare loro mainstream, era "sfigato".
Ora, se andare controcorrente fosse garanzia di correttezza di ragionamento (e a scanso, sto solo congetturando, non dico sia vero nè voglio generalizzare), allora dovrei concludere che, limitatamente ai tatuaggi, quello dalla parta giusta e il "togo" ero io, non quelli che mi davano dello sfigato.
 
Forse se quando ti davano dello sfigato gli smollavi un paio di destri non staresti a fare ste congetture assurde ora 😅 ( si scherza ;))
 
Ultima modifica:
Smith, da persona intelligente quale ti ritengo (ti leggo spesso, vieni anche tu da lontano) ti poni il dubbio se essere controcorrente (cioè alternativi al mainstream) sia o meno logicamente corretto. Non credo, essendo i due difetti, per così dire, "speculari". Personalmente quando attacco il pensiero unico mi riferisco (per essere in tema) al "le straniere cercano solo il pollo" ovvero "il riscaldamento globale di origine antropica" ovvero "l'uomo bianco/occidentale/cristiano è l'origine di tutti i mali" contrapposto al volteriano buon selvaggio (leggersi in argomento il recente "Grazie Occidente" di F. Rampini, che non è certo un qualsiasi Vannacci, ma uomo di sinistra). Ebbene. Ne controcorrente ne' mainstream...ma liberi utilizzatori del cervello le cui caratteristiche ed il cui arbitrio ci rendono dissimili dagli altri animali. Quindi, concretamente...viva le donne (se giovani e carine) ex sovietiche.
 
Io non mi pongo il dubbio se essere controcorrente o mainstream, ho la mie idee che a volte cadono di qua a volte di là. Non c'entra nulla, ma nel periodo del covid ho assistito alla maggiore trasversalità di opinioni mai vista. Ognuno aveva la sua idea indipendentemente dalla professione, età, background culturale. Insomma è stato un periodo interessante (anche se purtroppo devastante e i cui effetti li stiamo ancora sperimentando e continueremo in futuro...
 
Se mi baso su questo pregiudizio (tatuati=da evitare) evidentemente lo ritengo fondato. Se poi la moda del.tatuaggio è diffusa non significa che sia positiva...non siamo "gregge" anche se la attuale società ci vorrebbe tali
paolo non dare retta! hai ragione te, l' ho già scritto e lo ripeto: i tatuaggi li detesto e chi se li fa non avrà mai la mia approvazione e sarà considerato sempre, secondo il mio parere, molto poco intelligente e attento alla salute! e tanti più ve ne sono e sono estesi tanto più mi fanno ribrezzo...,; io ce li vedo solo su carcerati o pirati!!! o qualche scemo dello spettacolo che deve fare sbalordire...
 
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A Vicenza anni fa c’era uno che spendeva in drink per conquistare una che poteva essere sua figlia. La lappara lo portava ai compleanni delle amiche lappare per fargli comprare il regalo di compleanno, lo invitò fuori per farsi riparare la macchina dal carrozziere, lo mandò in un’altra regione a comprare un paio di scarpe. Lui povero ingenuo pagava, era convinto che fosse una santa mentre in privè era una garanzia di divertimento al top. Anni dopo perse la testa per un’altra e le portava i cioccolatini però a lei piaceva lo zucchero a velo. Nel tempo libero il personaggio girava in bicicletta per il paesello dove questa abitava sperando di incontrarla. In un lap del trevigiano invece c’era un altro completamente andato per una che era fidanzata. Questo la teneva occupata tutti i giorni per tutto il tempo: prima facevano drink e poi privè. In privè guardavano dei film su un DVD portatile e a volte lei dormiva. Quando questo personaggio si ruppe una gamba mandò i soldi al locale perché non la facesse lavorare. Sparita lei non si vide più.
 
A Vicenza anni fa c’era uno che spendeva in drink per conquistare una che poteva essere sua figlia. La lappara lo portava ai compleanni delle amiche lappare per fargli comprare il regalo di compleanno, lo invitò fuori per farsi riparare la macchina dal carrozziere, lo mandò in un’altra regione a comprare un paio di scarpe. Lui povero ingenuo pagava, era convinto che fosse una santa mentre in privè era una garanzia di divertimento al top. Anni dopo perse la testa per un’altra e le portava i cioccolatini però a lei piaceva lo zucchero a velo. Nel tempo libero il personaggio girava in bicicletta per il paesello dove questa abitava sperando di incontrarla. In un lap del trevigiano invece c’era un altro completamente andato per una che era fidanzata. Questo la teneva occupata tutti i giorni per tutto il tempo: prima facevano drink e poi privè. In privè guardavano dei film su un DVD portatile e a volte lei dormiva. Quando questo personaggio si ruppe una gamba mandò i soldi al locale perché non la facesse lavorare. Sparita lei non si vide più.
Questi sono i veri polli
 
A Vicenza anni fa c’era uno che spendeva in drink per conquistare una che poteva essere sua figlia. La lappara lo portava ai compleanni delle amiche lappare per fargli comprare il regalo di compleanno, lo invitò fuori per farsi riparare la macchina dal carrozziere, lo mandò in un’altra regione a comprare un paio di scarpe. Lui povero ingenuo pagava, era convinto che fosse una santa mentre in privè era una garanzia di divertimento al top. Anni dopo perse la testa per un’altra e le portava i cioccolatini però a lei piaceva lo zucchero a velo. Nel tempo libero il personaggio girava in bicicletta per il paesello dove questa abitava sperando di incontrarla. In un lap del trevigiano invece c’era un altro completamente andato per una che era fidanzata. Questo la teneva occupata tutti i giorni per tutto il tempo: prima facevano drink e poi privè. In privè guardavano dei film su un DVD portatile e a volte lei dormiva. Quando questo personaggio si ruppe una gamba mandò i soldi al locale perché non la facesse lavorare. Sparita lei non si vide più.
A treviso moltissimi si sono fidanzati, alcuni sposati e fatto figli con le ragazze dei vari night e lap dance. Tutta gente che aveva un minimo di soldi comunque. No dottori o intellettuali ma contadinotti o piccoli imprenditori ma anche alcuni operai. Uno fa il barbiere ed è ancora insieme con la famigerata romena. Un altro gli ha aperto un bar e la ha tolta dai pali di lap dance. Quasi tutte fanno le mantenute o hanno ottenuto beni immobili dopo i vari divorzi. Oppure finiti i conti correnti se ne sono tornate dai vari fidanzati in romania. Comunque queste cose succedono anche con le "italiane". L'uomo se è pollo è destinato ad esserlo con chiunque, l'amara verità è questa...
 
Storie "sfortunate" (eufemismo) come queste ne ho conosciute a decine, ma altrettanto ho conosciuto storie davvero fortunate. Va' forse fatta una distinzione: molte ragazze dell'est allorquando arrivate in Italia hanno lavorato episodicamente nei locali, per poi fare dell'altro e/o trovare marito. Sono queste per lo più persone normali. Quelle a rischio sono le "professioniste", intendendo con questo termine quelle che non hanno saputo/voluto fare altro se non lavorare nei locali: vuoi per ingordigia, o per pigrizia o perché incapaci di fare altro. Sono da evitare. Abituate ai soldi facili, hanno dilapidato fortune (degli altri)...ma si noti... senza però saper trattenere nulla per loro. Vivono e vivranno sempre un mondo parallelo, finto e spietato. Ma devo anche dire che generalizzare è tanto ingiusto quanto errato.
 
Ricordo anch'io, con nostalgia, gli anni '90 in cui pullulavano i night, sempre pieni di gncc, proveniente, sempre fresca dall'est con un flusso ininterrotto... si spendeva una sciocchezza, era facile conoscerle, portale fuori, molti amici si sono fidanzati, più o meno felicemente...
Sono anni che non frequento questi locali, ma, parlando con un amico gestore, le ragazze sono difficili da trovare, estremamente esose, preferiscono altri paesi più ricchi, tipo Germania... quindi i prezzi sono saliti esponenzialmente e le donne sono professioniste molto pagate, per lo più anzianotte... una serata al night si traduce in un salasso e poco divertimento...
 
Storie "sfortunate" (eufemismo) come queste ne ho conosciute a decine, ma altrettanto ho conosciuto storie davvero fortunate. Va' forse fatta una distinzione: molte ragazze dell'est allorquando arrivate in Italia hanno lavorato episodicamente nei locali, per poi fare dell'altro e/o trovare marito. Sono queste per lo più persone normali. Quelle a rischio sono le "professioniste", intendendo con questo termine quelle che non hanno saputo/voluto fare altro se non lavorare nei locali: vuoi per ingordigia, o per pigrizia o perché incapaci di fare altro. Sono da evitare.

Una mia fidanzata di qualche anno fa, italiana, ha lavorato nei locali per 15 anni. Parlo di locali tipo disco o fiere/eventi. Ma anche sporadiche serate in lapdance vari come barista o alla reception.
Era un lavoro come qualsiasi altro che necessita di bella presenza.
 
Paragone improprio. Anche io ho avuto amiche che a vent’anni hanno fatto le PR e le ragazze immagine in discoteca, più che altro per arrotondare l’allora iniziale stipendio da commessa. Così come in un qualche locale di lap dance ho visto universitarie (anche brutte) che anche loro si pagavano le rette facendo le cassiere (i libri che si portavano appresso e che studiavano tra una exit card e l’altra erano inequivocabili).
Ma non avevano niente a che vedere con la vita da lappara o figurante di night. Le cassiere poi qualche volte le ho anche intervistate e se magari gli chiedevi qualche info sulle lappare ti davano risposte facendo capire che loro non ne volevano avere niente a che vedere, quasi si stesse parlando di appestate.
Ecco, le uniche cui vagamente si potrebbe fare un paragone con le lappare erano le ragazze immagine perché in effetti, qualcuna, qualche storiella con proprietari e gestori delle discoteche, l’avevano avuta. Avventure che, “stranamente”, erano andate tutte a finire male.
 
Paragone improprio. Anche io ho avuto amiche che a vent’anni hanno fatto le PR e le ragazze immagine in discoteca, più che altro per arrotondare l’allora iniziale stipendio da commessa. Così come in un qualche locale di lap dance ho visto universitarie (anche brutte) che anche loro si pagavano le rette facendo le cassiere (i libri che si portavano appresso e che studiavano tra una exit card e l’altra erano inequivocabili).
Ma non avevano niente a che vedere con la vita da lappara o figurante di night. Le cassiere poi qualche volte le ho anche intervistate e se magari gli chiedevi qualche info sulle lappare ti davano risposte facendo capire che loro non ne volevano avere niente a che vedere, quasi si stesse parlando di appestate.
Ecco, le uniche cui vagamente si potrebbe fare un paragone con le lappare erano le ragazze immagine perché in effetti, qualcuna, qualche storiella con proprietari e gestori delle discoteche, l’avevano avuta. Avventure che, “stranamente”, erano andate tutte a finire male.

Parlavo principalmente di immagine nei locali. Ti parlo anni 90/inizio 2000. Non esisteva onlyfans ma altro che arrotondare. Prendevano 200/300 mila lire a notte. Portava a casa milioni di lire al mese a 18 anni fino a che non è subentrato l'euro.
Era un lavoro. Si scopava gente fuori dal giro dei locali, me incluso 😅
 
Le mie amiche mi parlavano più che altro di 100.000 lire a serata. E alla fine o facevi il venerdì, o il sabato. Anche perché non di rado, nella stesso locale, tra venerdì, sabato e anche domenica, si alternavano tre organizzazioni diverse, anche in conflitto tra loro.
Al mese saranno state 400-500.000 lire, che per carità, cacciale via ma uno stipendio da commessa non era altissimo, forse non più di 1.2000.000 (se forse andava bene) che già allora non era tanto,
Diciamo che con l’integrazione delle serate che facevamo, avevano alle fine un reddito decente.
Nessuna comunque è diventata ricca facendo e unicamente perché faceva serate in discoteca.
Anzi la maggioranza delle mie amiche, appena hanno trovato mestieri appena più decenti della commessa, hanno immediatamente mollato le serate in discoteca (ed erano al massimo 25enni). Un motivo ci sarà stato…
 
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