Sul numero dei cazzi presi mediamente da una pay si cazzeggiava.
Cerchiamo di restare con i piedi per terra: se amore reciproco è, questo è incompatibile con l'attività pay. Se è altro, vi possono essere tanti aggiustamenti, che però troverei tutti umilianti, per entrambi, ma soprattutto per lui.
Secondo me, l'unico sentimento che può intercorrere tra una pay in attività e un uomo, è una amicizia libera e disimpegnata, anche se non priva di afflati. Ma parlare d'amore, se lei resta attiva, a me sembra del tutto fuori luogo; e come ho detto in precedente post, foriero di infelici esiti, a volte molto infelici.
A 20 anni, anche quelli di oggi, si è inesperti e idealisti, e con tante limitazioni. Diversamente da quanto si penserebbe, spesso l'età del sesso libero, e pure sfrenato, arriva intorno ai 40 anni, per lui e ancora più per lei.
Si è indipendenti, esperti della vita e del sesso, spesso è l'età delle separazioni matrimoniali, quindi si è liberi, ma non ancora paghi di amore e sesso. Si è ancora di buona presenza e prestanza.
Ma soprattutto, l'orologio biologico suona il campanello d'allarme: la bella età sta per finire. E allora inizia una specie di frenesia sensuale, si vorrebbe fare di tutto, recuperare il tempo che si considera perso, sentirsi come a 25 anni. E questo finché non si va fuori tempo massimo. Allora in genere ci si calma, e tutto rientra in un ordine. Finché la senilità non rincoglionisce gli uomini, che magari si fidanzano con cerbiatte che hanno la metà dei loro anni e gli fanno il pelo e il contropelo, oppure frequentandole si perdono dietro una prostituta che li alleggerisce a dovere. Poveri sudati risparmi, che gli eredi avevano già tutti impegnati, e già si guardavano in cagnesco tra di loro.