La legislazione attuale è chiara e rigorosa: per entrare in un posto pubblico qualsiasi, nel quale si distribuiscano alimenti, anche se si tratta di un'infame tazzina di noccioline, devi poter mostrare l'esito negativo di un test antigenico non più vecchio di 72 ore. Dura lex, sed lex.
Come reagiscono dunque i poveri thai?
Beh, le insegne di avvertimento per i clienti sono praticamente inesistenti, oppure sono minuscole, oppure sono appoggiate in qualche angoletto dimenticato, tra il cestino della spazzatura ed il groviglio dei cavi del PC.
In Soi Buakhao, che è diventata una delle parti più vitali della città, ho chiacchierato con un poliziotto motorizzato vicino a Tree Tops: “noi siamo qui per verificare la chiusura dei locali alle 23, i controlli sanitari sono di competenza dei sanitari...".
In Walking Street, c'è un po' di vita, qualche luminarietta, un po' di musicasino, qualche edificio un po' derelitto e... una stazione di "voluntary testing”: per 100THB avete un test antigenico al volo, sebbene un cartellino all'ingresso del locale che si trova esattamente davanti al banchetto recita: "accogliamo con piacere i nostri clienti, NON li esaminiamo”.
C'è un banchetto simile a Jomtien, anche se qui il test lo fai da solo e costa 50THB, ma il cartello appeso al banchetto dice: "don’t push the stick too far up your nose”...
In un buffet hotel piuttosto stellato, nell'area nord della città, un cartellino avverte che per poter accedere occorre mostrare l'esito del test ma, nel caso non sia disponibile, lo si può fare al volo all'ingresso per i soliti 100THB. Qui, come del resto in altri posti, assisto regolarmente alla fantastica pantomina di gente che mostra una foto sul telefono (la foto del kit!) senza alcuna possibilità di capire quando e dove sia stata presa. Qualcuno, più professionale, ha stampato la foto su un pezzo di carta, con la data aggiunta a mano...
Come sempre la fantasia thai fornisce una soluzione alle varie complicazioni della vita: norme formalmente rispettate, clienti soddisfatti, quel che resta del business preservato. Un'ennesima formidabile epifania di quanto Pattaya sia una "city of illusions”!