Ascensore sociale
Sono solo ed esausto. Nonostante sia sera, è ancora caldissimo ed io ho avuto un pomeriggio interessante ma impegnativo. Trascino i piedi ed entro in ascensore, sto per spingere il pulsante del ventesimo piano quando sento un frenetico rumore di passettini con tacchi in avvicinamento ed una specie di squittio: alzo gli occhi per notare che i graziosi tacchettini sono collegati a dei rispettabilissimo piedoni over 40, appartenenti ad un sontuoso lady-boy che il tacco porta ad una quota verosimilmente superiore al metro e ottanta.
Sventola la graziosa manona, con artigli perfettamente rossolaccati, accompagnando la vocina col tintinnio di diecimila braccialetti. Ripresomi dalla fase di abbiocco incipiente, blocco le porte dell’ascensore in modo da permettere a sua maestà di accedere, la quale manovra avviene ora con tutta calma. In un attimo capisco perché: questo signore è seguito da un farang, assai meno regale: tappetto, con pantaloncini e ciabattoni d’ordinanza, panzetta, occhiali, sudore ed affanno.
Lei/lui prende dolcemente per mano il tappetto e lo accarezza, come se avessero superato chissà quale dura prova. Appena omino respira, si toglie gli occhiali, si deterge il sudore dalla fronte e mi rivolge un ‘bonjur’, evidentemente un po’ fuori fase. Poi, mentre si stringe alla sua salvatrice, attiva un formidabile sorriso. Si sorridono, ma in particolare il sorriso di questo francofono è incredibilmente soave, racconta, credo, qualcosa di liberatorio.
Mentre la coppia esce al proprio piano, in coro mi augura il più angelico ‘good night’, credo augurandola anche a sé. L’espressione di felicità raggiante su quel volto da sessantenne mi ha quasi commosso, sembrava proprio voler esprimere la gratitudine a questo paese (trad. “a questo teatrino”) nel quale la propria natura può liberamente trovare la sua strada senza tanti patemi, che io posso solo immaginare, in famiglia davanti alla baguette con burro e aringa, nell’ufficio comunale in qualche provincia bretone, al bistrot mentre si segue rumorosamente il giro di Francia.