http://icelandreview.com/news/2011/10/19/big-sister-watches-buyers-prostitution-iceland
Vi segnalo quest'articolo in cui si dice che in Islanda, nonostante il punterismo sia illegale da quasi 10 anni, esso sia in rapida espansione e che la polizia non ha né gli uomini né le risorse per far rispettare la legge antipunter.
Se neanche in un Paese con meno abitati di Bologna e con tassi di criminalità tra i più bassi al mondo si riesce ad applicare il cd "modello svedese" mi chiedo sinceramente come sia possibile applicarlo altrove![]()
In verità dal link postato si potrebbe dedurre una realtà leggermente diversa: la polizia islandese non ha la "voglia" di perseguire la prostituzione.
O meglio, i clienti.
Spiego meglio.
Nel link è spiegato che nel paese è sorta un movimento di persone (io ci leggo "privati cittadini"), chiamata Big Sister (traducendo dall'islandese all'inglese) che in sole tre settimane è riuscita a compilare una lista di 59 nomi, 117 numeri di telefono e 29 indirizzi email di "potenziali" e/o "accertabili" clienti.
Lista che è poi stata consegnata alla polizia.
In questo gesto io ci vedo l'intento, anche "polemico", da parte del citato movimento, di dimostrare come la lotta alla prostituzione e il rispetto dalla legge islandese non sia solo possibile ma anche "relativamente facile".
E che quindi se la polizia non lo fa è per "colpa" o "incompetenza".
Io ci vedo questa chiave di lettura (nel link postato).
Magari mi sbaglio io e/o ho frainteso.
