Non c'è da sorprendersi di questo. Autorevoli virologi che hanno messo mano sopra il virus (tra cui il premio Nobel Luc Montagnier), sono giunti alla conclusione scientifica che il Covid ha un 75% di genomi SARS e un rimanente 25% di genomi dell'HIV (e una cosa del genere può essere solo stata creata artificialmente in laboratorio da mani esperte, non può essere certo una roba naturale).
È così.
Il problema è che adesso la gente si divide in due fazioni opposte (tanto per cambiare) ovvero impauriti e negazionisti.
I primi si chiuderebbero in casa a farsi le docce con l'amuchina nei secula seculorum, mentre i secondi dicono che il virus non esiste.
Dal mio punto di vista dovremmo da un lato prendere atto del problema, dall'altro, però, bisogna continuare a vivere, visto che in ogni caso parliamo di una mortalità inferiore al 4% (considerando gli asintomatici).
Cosa farei? Lascerei una certa "libertà" al virus, puntando su cure (plasma e compagnia) e diagnosi tempestive, magari dotando le persone di tamponi da fare a casa in modo autonomo.
La mattina, prima di uscire, una gocciolina di saliva o di sangue e sappiamo se siamo positivi-asintomatici o negativi.
La mia è un'idea non condivisa, ma non vedo altre alternative se non: mascherine, amuchina, distanze e lockdown per i prossimi 100 anni (e non sto esagerando).
Immunità di gregge? Diciamo che l'idea di base è quella.
Aggiungo... rafforzerei anche il servizio di cura e prevenzione del SSN, perché tanti morti "con" CoViD sono dovuti anche a malattie non curate, vedi il diabete.