Benvenuto nel club!
Il Siam più che accogliente è suadente ma l'idea di trasferircisi per poter disporre di ragazze in abnorme quantità, fallisce facilmente. Sarebbe come pensare di sposarsi con la propria fidelizzata pay: scopriremo ben presto che il palcoscenico è bellissimo ma le quinte sgangherate, la vetrina è luminosa ma il magazzino è buio, la sala con i tavoli è elegante ma la cucina è puzzolente e via di questo passo metaforizzando architettonicamente ;-)
Dei tantissimi peninsulari semistanziali che ho incontrato, la maggior parte è tornata a casa dopo uno, due o tre lustri. In Thai potrai avere moltissimi amici... del tuo portafoglio. Svuotato quello, sarai non solo abbandonato ma addirittura trattato in modo ostile. L'agile penna di
@Cryo30 ha scritto in questo thread cose efficacissime a suo tempo per quanto riguarda il disperante senso di straniamento del farang che pensava di trovare in area peritropicale il perfetto mix tra la mamma e la fidanzata.
Non saprei dire con immediatezza se ciò sia triste. Semplicemente il frequente lamento che raccolgo, basato sul fatto che la realtà non matcha le proprie aspettative, è definitivamente assurdo.
Personalmente amo la Thailandia, ci passo molto tempo all'anno, ma almeno quanto in altri posti (in particolare Singapore e la UE) pur rimanendo le mie robuste radici (compresi i ricordi piacevoli, la comunità intellettuale, la concordanza di visione, i riferimenti culturali ecc. ecc.) centro-peninsulari.
Valuta anche che la Thailandia non è Pattaya, così come del resto gli USA non sono New York, discorso ovvio ma che spesso si scontra con timpani rigidi. Inoltre, senza aprire qui la solita tiritera sulle modalità di acquisto degli immobili, apertura di conti correnti, assicurazioni sanitarie, rinnovo di visti ecc. ecc. direi:
1)
adotta una modalità incrementale: allunga un po' ogni visita e spostati pian piano verso l'ottica che vagheggi, magari
acquisendo con calma le informazioni adatte.
Sottolineo anche la presenza di agenzie valide e non tanto rapinatorie.
2)
guarda come, concretamente, hanno fatto gli altri.
Su quest'ultimo punti aggiungerei:
- gli italici, quasi tutti, arrivano senz'arte ne parte e, non sapendo fare molto, fanno la pizza. Dopo un po' falliscono o si stufano. Fatalmente tendono a litigare fra loro (quando va bene) o tirarsi delle fregature.
- i francofoni. Sono riusciti ad aprire ristoranti di buona qualità e stabilità nel tempo, così come locali scopologici anche se si tratta, in questo caso, di francofoni nordafricani: soggetti dallo stomaco foderato di moquette.
- i germanofoni, comprendendo tedeschi ma anche svizzeri ed austriaci. Persone tenacissime, al limite dell'ottusità, iperdeterminate, abili nelle questioni organizzative, rodati da una solida tradizione di viaggio, spartani, adatti alla cooperazione e dotati di grande senso pratico. Hanno aperto esercizi di ogni genere, dalla bettoletta birra&maiale al megaristorante (con cucina italiana) a Bangkok, avviato gazzettini informativi in lingua (primo tra tutti il Corriere Der Farang), catalizzato comunità, aperto studi medici, gestito flussi turistici.
- gli anglofoni. Sono la maggioranza, soprattutto inglesi ma anche tutti gli altri, irlandesi, americani ed australiani (agevolati dalla geografia). Hanno radicato di tutto: principalmente qualsiasi cosa abbia a che fare con birra&biliardo ma anche gogo&baretti, agenzie (di cui sopra), canali TV locali e... installazioni militari ;-)
- i russi hanno sfruttato il buon momento dell'economia russa di qualche lustro fa ed in un attimo hanno colonizzato significative nicchie ecologiche economiche relazionate col turismo. Hanno aperto ristoranti con cucina russa, locali con ragazze russe, agenzie che si spupazzano i turisti su e giù per isole e templi. Poi è finito tutto come sappiamo, anche se oggi restano alcuni punti di riferimento piuttosto solidi, spesso gestiti da donne, che trattano sistemazioni, affitti e compravendita immobiliare.
- i cinesi sono incomprensibili, vanno pazzi per alcool e gioco d'azzardo con le carte. Usano le ragazze come tappezzeria. Sviluppando queste attività in modo carsico, sostanzialmente a beneficio della propria comunità etnica, sono degli specialisti del sommerso, con particolare riguardo alle competenze nei settori corruttivo e della fiscalità creativa.
- di qualsiasi nazionalità sia il farang, soffrirà o insomma dovrà fare i conti con una società che non ha mai avuto a che fare con invasioni o ibridazioni con altre culture. Il turista pagatore viene accolto e blandito con mille sorrisi ma le norme thai, riflettendo il sentore popolare, sono assi diverse da quelle di Singapore o europee verso l’imprenditoria eteroctona, toccando a volte punte di aperta ostilità. A simbolo di ciò ricordo la ben nota politica del doppio prezzo che viene ritenuta come sacrosanta.
Il convitato di pietra è il riccastro di Bangkok, quasi sempre relazionato con cose governative, spesso l’esercito, che è il vero burattinaio di tutta la baracca. Costui, proprietario terriero ed immobiliare, motore finanziario di qualche bel groviglio societario, guarda tutto ciò che non sia il proprio registratore di cassa con orrore. Con particolare riguardo agli ignobili farang (che vede come dei bambini viziati, inopinatamente favoriti dal fato ma stupidi come bovini), ai confinanti cambogiani, vietnamiti o laotiani, a fatica riconosciuti come persone, ed i propri conterranei del sud, inceneriti dal sole, buoni solo come macchine da soma per i propri affarucci.